Gloria e onore al Presidente Gonzalo

Ci è giunta oggi notizia della morte del Presidente Gonzalo, avvenuta il 11 Settembre. "Il dottor Abimael Guzmán è morto, la Marina ha informato della morte sua moglie Elena Yparragurre", ha detto l'avvocato Alfredo Crespo, in uno scarno comunicato rilasciato alla stampa, senza specificare l'ora del decesso. Abimael Guzman Reynoso era stato il fondatore e dirigente del Partito Comunista del Perù, noto ai più come Sendero Luminoso, che, negli anni ’80 del secolo scorso, seppe dar vita ad una ribellione popolare che mise in ginocchio lo stato borghese peruviano. Abimael Guzman seppe valorizzare creativamente gli insegnamenti di José Carlos Mariátegui, noto come il Gramsci andino, innestato su una solida base ideologica marxista-leninista e avvalendosi degli apporti positivi del maoismo, Abimael Guzman seppe sviluppare la guerra popolare rivoluzionaria (GPR) in tutto il Perù e, forte dei successi ottenuti, promosse a livello mondiale l’adozione del maoismo come terza superiore tappa del pensiero comunista.
Nato a Mollendo, nel dipartimento di Arequipa, il 3 dicembre 1934, Guzmán studiò in gioventù filosofia fino a diventare professore. Negli anni '70 fondò il Partito comunista del Perù, di cui divenne incontrastato leader.
Fatto prigioniero il 12 settembre 1992 dalle forze armate peruviane istruite e dirette dal complesso militare-industriale USA, che, insieme ad altre forze imperialiste, sostenevano la sanguinaria dittatura di Alberto Fujimori e di tutti i presidenti che gli sono poi succeduti, è stato trattenuto per 29 anni in condizioni di prigionia e di isolamento peggiori di quelle imposte dal regime fascista ad Antonio Gramsci, segretario del Partito Comunista d’Italia, nella sua prigionia dal 1926 al 1937. Le denigrazioni e le accuse, spesso inventate, dal regime repressivo borghese del Perù, non hanno mai permesso un processo equo a chi ha saputo ribellarsi e tenere in scacco il martoriato paese andino per anni ed è stato capace di rivelare al mondo la forza popolare di masse abbruttite, impoverite, semianalfabete che grazie agli insegnamenti di Guzman e dei suoi più stretti collaboratori avevano preso coscienza e avevano tentato la scalata al potere. A Guzman non è mai stata perdonata la sua grande capacità organizzativa, politica e militare che ha saputo più volte sconfiggere le forze imperialiste, dimostrando la loro debolezza, vere e proprie tigri di carta, come aveva espresso già Mao.
Con lui muore un gran combattente guerrigliero, ma non muore la grande eredità ideologica e organizzativa che ha saputo armare le masse più diseredate e dimenticate del continente sudamericano e è un saldo esempio per i comunisti di tutto il mondo.
Gloria imperitura al Presidente Gonzalo!
Le sue idee non moriranno mai e lui lotta ogni giorno insieme a noi!
13 Settembre 2021
Circolo Culturale Proletario di Genova